Storie di coppie nella fantasia di Matteo Bonadies

“Passo molte ore della giornata a pensare, leggo, amministro un’azienda ma medito e rifletto molto e tutto questo si traduce di volta in volta in un racconto o in
un romanzo”, così ha spiegato la sua passione per la scrittura Matteo Bonadies, nel corso di un seguitissimo incontro svoltosi presso il Circolo Unione. Pretesto per
una piacevole serata, la presentazione della sua ultima fatica letteraria: «Vita di Coppie racconti brevi» ed. Giuseppe Laterza.
Per l’occasione, madrina di questa ottava fatica di Bonadies scrittore, la giornalista, scrittrice e conduttrice televisiva Antonella Boralevi. «Questi trenta brevi racconti sono interessanti - ha spiegato la giornalista - perché l’autore ha lavorato come un entomologo, ha preso i suoi insetti rari li ha posti su di un panno di velluto e li ha osservati con spirito scientifico.
Un approccio originale che si attiene ai fatti senza commentarli. Nei racconti lo stile è tutto, il contenuto viene dopo eppure è importante quello che l’autore sente di voler dire. Uno scrittore scrive qualcosa perché comunque vuole comunicare a se stesso o agli altri delle cose». «La maggior parte dei racconti di Bonadies, che definirei quasi degli apologhi, si chiude con una frase che comprende un atteggiamento raramente rassegnato, più di convenienza. Si sta insieme perché conviene, questa è almeno in parte la raffigurazione della coppia
così come si presenta oggi». Comportamenti apatici, conformisti, superficiali, per coppie fatte di pura esteriorità che rivelano al loro interno una «sorda lotta per il potere - come ha spiegato la psicologa Angela Giordano Battaglia commentando il testo - Tale conflitto interno rode la coesione di coppia è come se i due perdessero il cemento; siamo passati da una
vita a due in cui una parte, la donna, era sottomessa all’altra ad una tipologia di coppia che registra il volersi affermare sull’altro ad ogni costo. Anche il tradimento non è più motivato da una forte passionalità ma da questa volontà di autoaffermazione che non tiene conto dell’altro e spesso gli è contro» . Bonadies ha anche risposto alle domande del pubblico e della giornalista di Teledehon Francesca Romano. «Le mie coppie, soprattutto quelle più giovani, hanno una vita breve - ha spiegato Bonadies - forse perché non hanno dovuto lottare per affermare i propri sentimenti, non hanno uno schema preciso come le coppie più anziane, hanno più possibilità di lasciarsi e non ne fanno un dramma». E a chi gli ha chiesto come mai
ha cambiato genere e stile, l’autore ha risposto: «La mia è una visione a 360 gradi in questo libro non ho osservato il clichè degli altri romanzi e racconti, non seguo canoni rigidi, come un pittore che attraversa diversi periodi, è la mia natura che mi porta a scrivere senza limiti o costrizioni».

                                                                                                                                                                       15 Novembre 2009 - Gazzetta del Mezzogiorno

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