Dolore e inquietudine ecco il Tano di Bonadies

Matteo Bonadies è uno scrittore ed un personaggio eclettico che ama mettersi in gioco. Del resto le trame dei suoi romanzi muovono i passi proprio nell’assoluta convinzione di dover comprendere gli stati d’animo e le inquietudini. Bonadies, attraverso un linguaggio chiaro e fortemente descrittivo, espressione di una necessità di esternare i sentimenti, nella sua ultima fatica libraria «Tano, una vita inquieta», esplora l’animo e i comportamenti della vita di un sacerdote. Senza addentrarci nella trama del romanzo, è oltremodo chiaro l’atteggiamento di rispetto e di osservazione che Bonadies «tributa» alla figura del sacerdote. Nei vari capitoli non si effettua del «pettegolezzo gratuito» ma vi è la costante volontà di «indagare» nel cuore e nelle modalità di conduzione di vita di chi, sebbene abbia donato la la propria esistenza al Signore, continua ad essere uomo. Questa sera, alle 20, nel salone di rappresentanza del circolo Unione è possibile assistere alla presentazione del romanzo «Tano, una vita inquieta». Durante la serata interverranno Angela Giordano Battaglia, Costantino Foschini, modererà Davide Gianpetruzzi e la voce narrante sarà di Franco Terlizzi accompagnato al pianoforte da Nando Garofalo.
Bonadies, da dove nasce questo personaggio? «Sono abituato, e la cosa mi diverte, a giocare con i miei personaggi. Nel mio penultimo libro, Io ... Donna, mi sono calato nella vita
di una donna. Per questo mi sono interessato al mondo ecclesiale. Uomini che, sebbene seguaci del Signore, non sono esenti da tutte le “insidie” quotidiane». Un libro che esalta i sentimenti? «Assolutamente sì. Non riesco mai a scrivere mettendo da parte i sentimenti. Sono il fulcro di tutto. Mi piace comunicare direttamente al cuore della gente. Credo che questa storia possa far comprendere tanti atteggiamenti a cui molto spesso non riusciamo a dare delle risposte. Il mio vuole essere un tentativo di capire un mondo del quale ho molto rispetto». Progetti in cantiere? «Mi piacerebbe che uno dei miei sette libri possa diventare un film. Mi dicono che è tecnicamente possibile. Spero che avvenga».

                                                                                                                                                                                 8 Maggio 2008 - Gazzetta del Mezzogiorno

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