Venerdì, 19 Febbraio 2016 17:55

Le donne nelle mie opere. Storie di un amore infinito

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C’è un filo conduttore in tutte le mie opere tenuto tra le fragili mani di donne sempre diverse ma, nella loro apparente debolezza, più forti di quanto possa sembrare. Non è un segreto, nasciamo e cresciamo con le donne, dalle nostre madri riceviamo insegnamenti e punizioni, dolcezze e amore infinito. Come non amarle?

Quasi senza accorgermene in ogni mio romanzo ho intessuto grandi trame sulle solide basi di forti figure femminili. Dalla mia Clara di “Io donna” alla Jane di “21 dicembre 2012”, dalle mogli sofferenti ed amabili sparse in opere come “Anche il sole tramonta” alle contrastate figure eclettiche di altri miei scritti, le donne costellano ogni mio elaborato, forse perché in fondo sono loro la mia unica vera passione. Ho sempre guardato e scrutato ogni loro gesto, da mia madre a mia moglie, ho sempre avuto al mio fianco modelli femminili molto forti e seducenti nelle loro strambe articolazioni.

Sono il perno di ogni vita e come spesso si racconta per le storie delle celebrità “Dietro ogni uomo di successo si nasconde sempre una grande donna”. Allora perché non amarle? Perché non seguirle nel vorticoso percorso dei loro ragionamenti, nelle alterne vicende delle loro vite incantate tra successi e perenni insoddisfazioni, tra tradimenti e ad alta onestà? A loro dovrebbe andare ogni nostro rispetto, e qui mi sento un po’ antico ma non mi dispiace, a loro ogni nostro pensiero delicato.

Letto 21510 volte Ultima modifica il Venerdì, 19 Febbraio 2016 18:10

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