21 Racconti all'ombra del caminetto (2003) (Codice: )

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21 Racconti all'ombra del caminetto (2003)
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È sempre più intimista, è sempre più carsico, è sempre più indagatore e disvelatore di stati d'animo ed emozioni. Le prime esperienze letterarie velatamente o direttamente autobiografiche hanno lasciato il posto a ritratti più alti delle esperienze degli altri. Con ritmo diverso e più incalzante si aprono ora alla nostra riflessione, fatta la quale si smette di essere indifferenti al significato profondo che il racconto contiene in sé, fatti e spaccati di vita di questi e di altri tempi. Da ciascun racconto nasce un percorso che suggerisce riflessioni che si aggiungono a riflessioni e così a seguire con un effetto moltiplicatore che conferma plasticamente, la ormai consolidata capacità dell'Autore di pennellare, con parole che appartengono ad un gergo comune e quindi più vicino alla gente, stati d'animo e vissuti, anche psicolo- gici, di grande spessore. È così per tutti i racconti. È così per quello che tratteggia l'amore del bambino-adulto che “mette in serio imbarazzo la maestra Federica”, idealizzata ma anche materializzata (“Cosa avrebbe dato per vederla nuda”), che prova sgomento per la sua assenza alla ripresa dell'anno scolastico, che piange e poi si chiede (“perché solo i grandi possono amare i grandi e i bambini no?”). È così per il racconto del ricco imprenditore che materializza il sogno, a lungo coltivato, di una avventura, la prima avventura in 50 anni con una giovane donna, sogno tanto coltivato da alimentare il dubbio che quella giovane donna non fosse mai esistita. È solo autosuggestione allora? E poi le storie imbevute di convenzioni sociali (nobili da un lato e gleba dall’altro) che impediscono ad un amore giovanile di diventare maturo (un altro esempio delle scelte degli adulti impo- ste ai giovani) fino al sacrificio supremo: dai prati e dagli spazi della campagna abruzzese che risaliva fino alle pendici della Maiella e teatro di amore alle mura e alle grate di un convento di clausura. Un sacrificio non cercato ma subito e che assomiglia ai tanti no, alle tante negazioni, ai tanti muri che la vita e le circostanze impongono senza che ufficialmente si chiamino clausure. L'Autore non risparmia brevi ma efficaci analisi sociologiche di generazioni a confronto: così le ragazzate di una allegra compagnia di alcuni decenni fa che cerca emozioni forti e che evita, per un soffio, le conseguenze dell'irruzione della Polizia in un bordello; il gioco che “per 60 minuti” rende tutti uguali: ragazzi più fortunati e quelli del riformatorio “con i capelli rasati a zero”;
la semplicità delle relazioni giovanili di un tempo dove bastavano i balli, le feste, le mangiate, le risate e quasi mai gli amori conclamati, ma i piccoli gesti e le attenzioni concrete all'altro o all'altra, a testimoniare una gioventù ardente, ma non bruciata. E poi il dramma di ogni vita: il suo rapido consumarsi insieme, in coppia, poi la scomparsa della moglie e la solitudine dell'ottantenne ebanista che si riscopre solo “come un bimbo sperduto”. La ferocia dell'assenza, l'esistenza al plurale che diventa singolare, lo sballottamento tra i figli, la scoperta di sentirsi un peso, il dramma comune a molti vecchi e poi, inesorabile, il destino comune a molti di quei vecchi: “una dignitosa casa per anziani”. Non manca il più terribile degli eventi: il dramma della guerra, il pericolo della guerra, la nonna che difende con tutta se stessa il nipote. E poi le storie familiari: dalla famiglia apparentemente unita che scricchiola, rumoreggia e si decompone alla prima seria difficoltà al rapporto tra i coniugi, vecchio di decenni, che un po' alla volta diventa vittima dell'abitudine, fino ai silenzi, al non dire, all'indifferenza. Sino a non dire più “ti amo”. E così fino alla fine dei racconti, tutti all'ombra o alla luce rivelatoria della fiamma della legna che arde nel caminetto. Legna che si brucia, che brucia esperienze, amori, desideri, promesse, speranze, delusioni e che si consuma fino a lasciare il passo alla cenere calda e tiepida come calde e tiepide sono le parole che corrono nell'ultimo sforzo letterario di Matteo Bonadies, fatto di parole mai sopra le righe, attente e misurate e ricche di semplicità eloquente miste a saggezza. Alla fine 21 racconti legati da una vena struggente impastata di sentimento che mette in moto energie sopite e fa diventare sempre nuove storie di uomini e donne che si incontrano, parlano, si amano, pensano, sospirano. In una parola, vivono.

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